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Piazza V Giornate, 1 20129 - Milano
Crema, Villa Perletti una villa di mq 1400 oltre ad un parco privato di 5000 mq. In stile neoclassico commissionata tra gli anni 20 e 30 dal conte Perletti all’Arch. Buzzi Tomaso Buzzi, archistar del Novecento Italiano e uno degli architetti preferiti della più esclusiva borghesia milanese che disegna una residenza all’italiana aperta su un parco cinta da mura. Il progetto iniziale include una sala da ballo, uno scalone di rappresentanza, una galleria ed una stanza museale, una “stanza delle cariatidi”, due verande adibite a giardino d’inverno, due terrazzi, una torre con una cappella, una piscina con una casupola a fianco per un totale di 39 vani. L'immobile che necessita di ristrutturazione si presta per una residenza di lusso oppure per essere trasformata in una struttura ricettivo/alberghiera o può essere frazionata in appartamenti.
Il complesso si inserisce nel sistema delle ville di campagna lombarde, residenze concepite non soltanto come luoghi di villeggiatura e rappresentanza, ma anche come presidi territoriali strettamente connessi al paesaggio e alla conduzione del fondo. In tale contesto, Villa Perletta assume rilievo per il rapporto diretto e unitario tra edificio principale, compendio verde e margine urbano storico.
Elemento qualificante del bene è la presenza dell'ampio paro che non può essere considerato una semplice pertinenza, ma costituisce parte integrante dell’identità del complesso, incidendo in modo determinante sulla percezione della villa, sulle visuali prospettiche e sul suo pregio paesaggistico complessivo.
Il progetto di recupero dell’immobile e del suo compendio esterno per la realizzazione di una struttura turistico-ricettiva di alto profilo, dotata di camere e suite, ristorante, bar, spazi di soggiorno e rappresentanza, oltre a un’area esterna riqualificata con piscina, giardini, percorsi e spazi dedicati all’ospitalità all’aperto. L’intervento non mira a snaturare la villa ma a far emergere il suo potenziale latente. Gli ambienti interni potranno essere recuperati valorizzando le proporzioni, i materiali, le aperture, le sequenze prospettiche e gli elementi decorativi esistenti. Le camere e le suite saranno concepite come spazi di ospitalità raffinata, coerenti con il carattere della dimora, evitando soluzioni standardizzate o anonime. Analogamente, gli spazi comuni — ristorante, bar, reception, saloni e aree lounge — saranno pensati come luoghi di esperienza, nei quali il visitatore possa percepire la qualità storica dell’immobile e, al tempo stesso, beneficiare di servizi contemporanei, efficienti e adeguati a una ricettività di fascia alta.
Per il frazionamento, di cui abbiamo già una ipotesi, potrebbero essere realizzate circa 10 unità abitative con l'esclusivo parco con piscina.